Sciamanesimo: viaggiare nel Mondo Superiore

 

 

IL VIAGGIO SCIAMANICO NEL MONDO SUPERIORE

Buongiorno anima in cammino,
ieri ti parlai del viaggio sciamanico nel mondo di mezzo, nel caso non l’avessi letto ti lascio il link:

Sciamanesimo:viaggiare nel mondo di Mezzo

Oggi vorrei proporti un articolo di Giancarlo Babardoro che spiega molto bene il viaggio sciamanico nel mondo superiore:

L’ultima dimensione del viaggio sciamanico è quella relativa al “Mondo superiore”, il mondo rappresentato dal simbolismo dell’Yggdrasil nella sua arborescenza che si espande nel cielo e si protende verso il sole da cui riceve calore e energia vitale.

Un sole descritto anche nell’Albero Sephirotico dell’esoterismo ebraico come l’Ein Soph, la manifestazione del Mistero, della Causa Prima di ogni cosa. L’aspetto segreto ed esaustivo a se stesso della natura mistica dello Shan, l’esistenza sul piano reale e immateriale concepito dall’antico sciamanesimo druidico.

Nell’esperienza del viaggio nel “Mondo superiore” lo sciamano vive una Visione che, attraverso fasi progressive, lo porta a liberarsi dall’ipoteca della rappresentazione sensoriale del corpo e di quella immaginativa della mente, che lo limitano alla sola percezione della materia, per accedere alla qualità invisibile e immateriale dello Shan.

La visione protesa sul Mondo superiore definisce un processo di esperienza che si divide in quattro tappe: la contemplazione, la percezione, la sintonia con il mistero e lo sviluppo creativo delle potenzialità del Potere acquisito. In questa sequenza trova una particolare capacità di interazione con gli elementi del mondo superiore giungendo a sviluppare una conoscenza trascendente che lo porta ad essere in sintonia con il Mistero mistico che è l’aspetto esaustivo dello Shan.

Il meditante nella rappresentazione del simbolismo dell’Yggdrasil interiore che, attraverso le cinque tappe esperienziali dei Nai-tah, porta lo sciamano al completamento spirituale e alla conquista del Potere interiore

Secondo l’antico sciamanesimo druidico l’esperienza della Visione del Mondo superiore rappresenta una precisa percezione della natura dello Shan e diviene la reale modalità di interazione con la Natura che lo sciamano può attuare. Una percezione dell’esistenza che non è più rilevata attraversi i sensi, né tantomeno attraverso l’immaginazione della mente, ma è vissuta attraverso il risveglio delle facoltà spirituali che si pongono in relazione con l’aspetto fenomenico reale che esiste al di là dell’interpretazione sensoriale e immaginativa della mente.

L’antico sciamanesimo druidico contempla l’idea che nel Mondo superiore lo sciamano possa incontrare gli Ardra, gli spiriti superiori da cui ricevere un ulteriore insegnamento diretto e le risposte ai suoi interrogativi. Un incontro che può facilitarlo, grazie alla loro guida, a procedere sul percorso per raggiungere il mondo di Gwenved in cui si rivela la natura del Vuoto a cospetto della visione di Mat, l’OIW o il “Cerchio vuoto di Keugant” della cosmologia degli antichi druidi.

Lo Sciamano realizza in tal modo l’esperienza del Nah, una Visione permanente della realtà dello Shan e la conseguente partecipazione alla sua logica fenomenica con cui vivere armonia e conoscenza. In questo caso opera al suo viaggio sciamanico attraverso la condizione del silenzio interiore, il “Sà”. Una forma di attivazione del viaggio sciamanico che, a differenza dell’esperienza implosiva della “trance” effettuata nell’esplorazione del mondo inferiore, lo pone a contatto diretto con la natura reale del Vuoto senza più la mediazione delle percezioni soggettive e incomplete del corpo e della mente.

L’esperienza del viaggio nel Mondo superiore ha portato l’antico sciamanesimo druidico a identificare nel concetto di viaggio sciamanico la pratica della meditazione e a focalizzare l’attenzione verso una dimensione nobilitante che induce lo sciamano a maturare la sua esperienza, svincolandolo dall’ipoteca determinata dalle esperienze condotte nel Mondo inferiore e in quello di mezzo.

Il bagaglio di conoscenza sviluppato nel Mondo superiore ha portato a creare una divisione netta tra la pratica sciamanica legata alla superstizione e alla soggettività del mondo fisico e quella riferibile alla dimensione della realtà mistica e trascendente dello Shan, dove le esperienze del Mondo inferiore e del Mondo di mezzo non vengono rinnegate, e anche sviluppate secondo bisogno, ma sono relativizzate a fronte dell’importanza rappresentata dalla meditazione per la crescita interiore e per il raggiungimento del Potere spirituale dello sciamano.

Lo sciamano ha modo così di divenire “vento nel vento”, simboleggiando la sua essenza spirituale nella sintonia con il piano reale di tutta l’esistenza, fonte di inesauribile benessere e potere creativo.

La meditazione giunge ad assumere nella sua sostanza e prassi il simbolismo evolutivo dell’Yggdrasil che il meditante interpreta attraverso le tappe poste sul cammino interiore del “Sentiero d’Oro”, tappe che lo portano progressivamente verso la conoscenza della natura segreta dello Shan e la partecipazione all’armonia e al benessere che esso manifesta. Un cammino che compie per se stesso e per aiutare quanti possano averne bisogno.
( Trovi l’articolo per intero in qui: http://www.shan-newspaper.com/web/sciamanesimo/721.html )

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