Ferita da umiliazione: cos’è e come riconoscerla

 

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FERITA DA UMILIAZIONE

Buongiorno anime in cammino,
nei post precedenti vi ho parlato del trauma dell’abbandono, che trovate in questi link:http://www.camminospirituale.com/da-cosa-nasce-il-trauma-dellabbandono/

Da cosa nasce il Trauma dell’Abbandono ? ( parte 2)


e della ferita del rifiuto che trovate in questo link: http://www.camminospirituale.com/ferita-del-rifiuto-cose-e-come-riconoscerla/

Questa sera vorrei andare avanti a parlarvi delle ferite che possono sorgere nell’infanzia e che, se non sanate, influiscono sulla vita delle persone adulte.
In particolare oggi vi parlerò della ferita da umiliazione.

Ferita da umiliazione – maschera del masochista

La ferita di umiliazione nasce nel momento in cui il bambino, nel pieno del proprio sviluppo fisico, si sente rimproverato o vessato per questioni inerenti la gestione del corpo, dell’igiene o del cibo. Egli si sente sminuito dall’eccesso di controllo del genitore, quando non ritiene di avere la libertà di muoversi o di agire sul piano fisico. Ad esempio, se la mamma lo rimprovera e lo mette in castigo perché è andato a giocare nel fango, può pensare di averlo disgustata ed offesa.
Non tollera l’idea che gli altri possano vergognarsi di lui.

La maschera corrispondente alla ferita da umiliazione è quella del masochista: il soggetto prova piacere nel soffrire ed inconsciamente attira a sé situazioni che gli causano imbarazzo e disagio. Il suo sentimento dominante è la vergogna, molto diversa dal senso di colpa in quanto il giudizio negativo non investe le azioni compiute, bensì l’essenza stessa della persona, che si crede sporca, senza cuore o comunque molto meno importante delle altre. Proprio per dar voce al proprio senso di disagio, il masochista tende ad ingrassare molto, o comunque ad avere un corpo del quale sentirsi in imbarazzo, e da usare come alibi per mortificare se stesso.
Il masochista non vuole che gli altri si vergognino di lui, pertanto fa il possibile per renderli soddisfatti, si assume molte responsabilità, tende ad essere efficiente e meticoloso. A causa di questo atteggiamento, molti se ne approfitteranno e questo lo umilierà ancora di più.
Il masochista è ipersensibile e basta pochissimo per ferirlo. Di conseguenza, fa il possibile per non ferire gli altri. Se qualcuno si sente infelice, crede di esserne responsabile. Tende a sminuirsi e ad avere una forte autoironia: ride di se stesso, per far ridere gli altri. Quando parla, utilizza di frequente il suffisso –ino: esempio “hai un minutino per me?” oppure “me ne fai assaggiare un pezzettino?”. Scrive piccolo, fa piccoli passi, gli piacciono le macchine piccole, le case piccole, i piccoli oggetti e così via, proprio perché si sente piccolo nei confronti degli altri.

La paura più grande del masochista è la libertà: decide spontaneamente di dedicarsi al prossimo perché non vuole avere l’impressione di essere inutile.

(seconda parte dell’articolo di Chiara Solerio sulla creazione dei personaggi basata sulla teoria delle “ferite dell’anima”  di L.Bourbeau)

Se ti sei indentificato in questo articolo e nei precedenti sulle ferite, è possibile sanarle, scrivimi per info: elisasilviacoda@libero.it

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